Si allunga l’attesa per conoscere quale sarà la sorte dei dipendenti Whirlpool di tutta Italia: è stato spostato al 17 maggio infatti l’atteso incontro tra i dirigenti aziendali e le rappresentanze sindacali al cospetto del Ministro per lo sviluppo economico, o chi per lui, in programma a Roma per domani 3 maggio.
Dal tavolo di confronto, soltanto rinviato, dovrebbe uscire un piano per salvare posti di lavoro, a rischio in tutte le unità produttive nazionali allo scadere del piano aziendale, sancito nella stessa sede romana ad aprile 2015 e che prevedeva il non licenziamento unilaterale fino a dicembre 2018.
Già tre anni fa erano emersi numerosi esuberi tra i lavoratori in forza agli stabilimenti italiani, molti dei quali smaltiti con pensionamenti maturati o incentivati in ragione degli ammortizzatori sociali messi in atto dal Governo. Nel triennio, la rassicurante strategia aziendale era di investire nell’innovazione di processo e prodotto, al fine di rilanciare i volumi e allontanare così l’ombra di un ulteriore snellimento dell’organico. Ad oggi però gli investimenti sono stati fatti in minima parte, il vento del mercato non soffia a favore e gli ammortizzatori sociali scadranno alla fine di quest’anno.
M.N.G.
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