Da sinistra in alto in senso orario: Gaetano Fontana, Francesco Monaco, Mario Bonfiglio, Pietro Zaini, Osvaldo Mancini, Giorgio La Vista
di Bruno Ferretti
Sulla partita Ascoli-Entella che si avvicina, abbiamo raccolto le opinioni di alcuni ex che vivono ad Ascoli e meglio conoscono il clima che si crea in vista di una partita così decisiva.
«Non ci sono discorsi tattici da fare. L’Ascoli secondo me non dovrà gestire la partita pensando che basta anche il pareggio, ma attaccare in maniera feroce ogni palla e mandare messaggi chiari all’avversario». Parole di Gaetano Fontana, capitano dei “Diabolici” che nel 2002 riportarono l’Ascoli in serie B sotto la guida di Pillon. Un regista del valore e della personalità di Fontana (oggi allenatore in attesa di tornare in panchina) l’Ascoli non lo ha più avuto. «Una caratteristica positiva di Ascoli è l’appartenenza di tutta la cittànei confronti della squadra. Si crea un legame fortissimo – aggiunge Fontana, 48 anni, calabrese di Catanzaro, che si è stabilito nel capoluogo piceno – con l’Entella basta il pareggio? E’ vero ma l’Ascoli dovrà andare in campo con la volontà di vincere. Personalmente ho un doppio legame, sportivo e di vita privata, e ho sempre tifato Ascoli. Mi auguro che possa farcela».
Da un ascolano di adozione a un ascolano doc: Pietro Zaini (49 anni), ieri trequartista oggi allenatore. «Si deve giocare per vincere, senza pensare al pareggio – dice – l’Ascoli dovrà cercare il gol. In una partita come questa gli stimoli non mancano e potrà essere decisiva la spinta dei tifosi. Ci sarà una grane cornice di pubblico, non da serie B ma da serie A. L’Entella, dovendo attaccare, potrebbe lasciare qualche spazio in più all’Ascoli. E’ una partita fondamentale che non si può fallire. Che non si deve assolutamente fallire».
Ascolano doc è anche Osvaldo Mancini, 49 anni, ex difensore bianconero, oggi allenatore di squadre giovanili: «L’Ascoli dovrà giocare con spirito di sacrificio. Attaccare con criterio alla ricerca del gol, ma senza scoprirsi troppo né concedere spazi – dice – non dovrà fare una partita di attesa perché nel calcio è tutto possibile e può capitare di prendere gol a 5 minuti dalla fine , magari su un rimpallo, una mischia, un tiro da lontano. Ho visto in Tv la partita di andata, le due squadre si equivalgono e mi sembra che l’Ascoli stia bene sotto l’aspetto fisico. Il pubblico del Del Duca trascinerà la squadra alla salvezza, io sono molto ottimista.
L’ex attaccante Mario Bonfiglio nel 2022 , come Fontana, fu fra i protagonisti della promozione in B con i “Diabolici”. Anche lui, siciliano di Messina (44 anni), si è stabilito ad Ascoli con la famiglia ed è rimasto nel calcio come istruttore dei govani. «E’ una partita da dentro o fuori e non si sa mai cosa può accadere – dice – quando si va in campo un po’ di timore c’è sempre, inutile negarlo. E’ una partita dove può essere decisiva la tenuta mentale. L’Entella ha un risultato solo, l’Ascoli due. La sua condizione psicologica è favorevole ma dovrà giocare con grande voglia di vincere e tutti dovranno dare tutto quello che hanno dentro. Si dovrà sudare su ogni palla».
Francesco Monaco è nato a Latiano, in Puglia ma vive da tanti anni ad Ascoli e in bianconero ha iniziato la carriera di allenatore. «Di playout un po’ me ne intendo visto che li ho disputati con Ancona, Piacenza e Prato – le parole di Monaco (58 anni) – sono partite particolari da affrontare con l’intenzione di vincere, senza pensare che anche il pareggio può bastare. Poi se finisce 0-0 va bene lo stesso, ma l’obiettivo deve essere la vittoria. A Chiavari l’Ascoli ha fatto la partita che doveva fare, ma in casa dovrà fare qualcosa di più in fase offensiva. Ritengo che l’Ascoli sia più forte dell’Entella e penso, e spero, che possa farcela».
Il centrocampista Giorgio La Vista, romano di nascita, ma ascolano di adozione, a 39 anni continua a giocare. In carriera conta oltre 300 partite fra i professionisti. E’ appena tornato dalla Sardegna dopo il campionato di serie D con il San Teodoro. Ed è in grado di disputare un altro campionato a buoni livelli. «Non è solo la partita della squadra ma di tutta la città perché il senso di appartenenza è forte. Prevedo una partita equilibrata fra due squadre di pari valore, naturalmente da tifoso spero che l’Ascoli c’è la faccia. Deve prevalere l’orgoglio ascolano».
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