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Bellini: «L’Ascoli resta in vendita,
avanti così con Cosmi allenatore»
La Bricofer era pronta a investire

SERIE B - Sul Picchio resta appeso il cartello "Vendesi”. Sconcerto fra i tifosi: il patron nel mirino. La Bricofer avrebbe voluto rilanciare la propria immagine anche attraverso il calcio. Avrebbe mobilitato clienti e fornitori per trasformarli in sponsor dei bianconeri. Tosti poteva essere il vice presidente. Cardinaletti non tornerà
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Francesco Bellini, numero uno del Picchio da quattro anni e mezzo

di Bruno Ferretti

La cessione dell’Ascoli Picchio alla “Bricofer Italia Spa”, considerata da tutti come fatta, si è trasformata in una farsa. Ma tutt’altro che divertente. Ricostruiamo le ultime scene. Bellini stringe la mano a Pulcinelli per sancire l’avvenuto accordo. Ma ci sono ancora alcuni dettagli da definire. Arrivano da Roma ad Ascoli i consulente della Bricofer, restano quattro giorni, e vengono messi a punto anche i dettagli. Manca solo la firma e il notaio fissa l’appuntamento. Il presidente della Bricofer e i suoi dirigenti arrivano da Roma all’ora convenuta, ma non trovano Bellini il quale, nel frattempo, ha cambiato idea chiedendo ulteriori garanzie. E se ne tornano a Roma, delusi e amareggiati, anche per la maniera con cui sono stati trattati.

Bellini con la supertifosa Palma

«Fra due giorni ripartirò per il Canada e sarò di ritorno in agosto – ha scritto oggi Bellini sul sito della società – Pur non essendo andata a buon fine nessuna trattativa per la cessione del Club, resta la mia intenzione di trasferire la Società ad un altro proprietario e, finché non ci saranno le condizioni per farlo, l’attività ordinaria andrà regolarmente avanti, con la struttura esistente, con il calciomercato, il raduno della squadra e la preparazione al prossimo campionato, preparazione che sarà affidata a mister Cosmi, salvo sua diversa decisione. Come anticipato nell’ultima conferenza stampa, non farà più parte dell’Ascoli Picchio Andrea Cardinaletti, che ha deciso di interrompere in anticipo il suo rapporto col Club».

Il popolo bianconero è sconcertato e sui social se ne leggono di tutti i colori. Il bersaglio principale delle critiche ovviamente è Bellini, ma c’è anche qualcuno che crede ancora in lui e lo giustifica. Se il patron avesse deciso di tenersi l’Ascoli proclamando l’intenzione di costruire (finalmente) una squadra più forte e competitiva, tutti sarebbero dalla sua parte. Invece se ne torna in Canada (domenica 24) lasciando attaccato sul Picchio un cartellino con la scritta “Vendesi”. E questo è l’aspetto più deprimente.

Giuliano Tosti

LA STRUTTURA ERA FATTA – Massimo Pulcinelli, 54 anni, romano, massimo azionista di “Bricofer Italia”, sarebbe stato il nuovo presidente. Gianni Lovato il direttore generale (un ritorno dopo due anni, per sostituire il dimissionario Cardinaletti. Poi Antonio Tesoro (ex Lecce, ex Vicenza) direttore sportivo al posto di Giaretta che invece ora resterà in sella avendo un altro anno di contratto. Poi Massimo Oddo allenatore al posto di Cosmi, non per sfiducia nei confronti del tecnico perugino, ma solo con l’intento di rinnovare staff e organico. Con Oddo sarebbe arrivato il suo vice Marcello Donatelli che è stato quattro anni nel settore giovanile dell’Ascoli, dal 2004 al 2009, come allenatore degli Allievi Nazionali. E, non ultimo per importanza, ci sarebbe stato il rientro di Giuliano Tosti che è rimasto azionista di minoranza dell’Ascoli (come Gianluca Ciccoianni) probabilmente con il ruolo di vice presidente.

Massimo Pulcinelli

PERSI GLI INVESTIMENTI BRICOFER – L’Ascoli Picchio di Bellini ha disputato 3 campionati di Serie B, tutti piuttosto deludenti, salvandosi sempre in extremis fra le sofferenze dei tifosi. Nel 2015-2016 all’ultima giornata a La Spezia (0-0), nel 2016-2017 alla penultima giornata vincendo a Bari (0-1), il resto è storia recente con la salvezza ai playout contro l’Entella (doppio 0-0) grazie soprattutto al gol divorato da Aramu nei minuti di recupero. Auguriamoci che non sia così anche nel prosimo campionato. La Bricofer era pronta a fare investimenti importanti per ricostruire l’Ascoli e renderlo finalmente competitivo. Inoltre avrebbe potuto contare su una cifra rilevante (circa 2 milioni di euro) raccolta fra i propri fornitori e clienti su scala nazionale, trasformati in sponsor. Bellini ha chiuso le porte alla Bricofer. Adesso tocca ancora a lui operare e vedremo quanto investirà per ricostruire la nuova squadra. Vedremo se la renderà più competitiva, oppure se per il quarto anno consecutivo l’Ascoli dovrà stazionare in zona retrocessione dall’inizio alla fine del campionato.

Colpo di scena, Bellini non cede l’Ascoli alla Bricofer ma annuncia che resta in vendita


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