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Con l’arrivo di Troiano sono 32
i calciatori dell’Ascoli:
le due formazioni di Vivarini

SERIE B - Il tecnico bianconero attualmente deve gestire un gruppo molto numeroso composto da due squadre e una panchina di dieci elementi, e non è semplice. Sono diversi quelli che rischiano di non giocare quasi mai
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di Bruno Ferretti

Con l’arrivo di Troiano, sono ben 32 i calciatori dell’Ascoli. Un numero elevato, forse eccessivo. L’aspetto positivo di poter contare su così tanti calciatori è quello di avere sempre a disposizione una formazione di una certa qualità avendo elementi affidabili e in grado di sostituire i titolari senza problemi di qualità. Squalifiche e infortuni, insomma, non sarebbero più una preoccupazione. Altro aspetto positivo di questa rosa extralarge è la motivazione che può determinare fra i calciatori una sana e leale concorrenza per guadagnarsi il posto.

Il saluto tra Vivarini e Braglia al “Del Duca” prima di Ascoli-Cosenza (Foto Edo)

Ma troppi giocatori possono anche produrre aspetti negativi. Intanto è complicato per l’allenatore (Vivarini) gestire un gruppo così numeroso, per il semplice fatto che alcuni elementi non giocherebbero mai e altri non troverebbero posto neppure in panchina. Ed è facile immaginare, per chi non gioca, quali possono essere il morale negli spogliatoi e i rapporti con i compagni di squadra. Undici in campo, dodici (limite massimo, numero non obbligatorio) in panchina, gli altri in tribuna se non ci sono infortunati e/o squalificati.

Al momento, insomma, ci sono due formazioni, due 3-5-2 (il modulo di Vivarini) che si equivalgono e che possono entrambe competere ad alti livelli. L’Ascoli 1 scenderebbe in campo così: Perucchini; Brosco, Padella, Quaranta; Kupisz, Baldini, Casarini, Cavion, D’Elia; Ninkovic, Ardemagni. L’Ascoli 2 risponderebbe in questo modo: Lanni; De Santis, Ingrosso, Valentini; Laverone, Frattesi, Troiano, Zebli, Valeau; Ganz, Beretta. In panchina, equamente divisi, gli altri dieci: i portieri Bacci e Scevola, il difensore Mignanelli, i centrocampisti Carpani, Addae, Parlati e De Angelis; gli attaccanti Rosseti, Coly e Ngombo.

I bianconeri a Piazza Arringo durante la festa organizzata dai tifosi (Foto Edo)

L’Ascoli ha un organico valido in tutti i reparti e, se riuscirà ad esprimere il suo potenziale, potrà ambire certamente ai playoff. Anche se fin qui la sua è stata una falsa partenza con un solo punto in due partite, rimediato in extremis con il Cosenza. Poi la sconfitta netta a Perugia. Ancora prima c’erano state l’eliminazione (0-4) in Coppa Italia contro Viterbese, la sconfitta nell’amichevole di Foggia e il pareggio in quella di Gubbio.

Vivarini dovrà lavorare molto, e con molta attenzione, per trovare la cosiddetta formazione base. Dovrà compiere scelte, alcune non facili trattandosi in molti casi di calciatori di pari valore. Per fare questo ci vorrà una serie di test, come quello di sabato a Pesaro. Quando l’Ascoli avrà trovato la giusta intesa tra i giocatori (quasi tutti nuovi), e quando Vivarini avrà capito bene le caratteristiche di ciascuno, probabilmente sarà tutta un’altra musica. Più divertente.

 


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