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Pronto Soccorso, Giorgio De Santis rimette il camice per la terza volta: «E’ la passione per questo lavoro a prevalere su tutto»

ASCOLI - Il professionista in pensione ha risposto ancora una volta all'appello di Ast (prima di Area Vasta 5) per coprire il fabbisogno in attesa del concorso, le cui domande scadono il 30 marzo, per 46 medici di Medicina d'Emergenza e Urgenza nelle Marche, 5 i posti assegnati al Piceno 
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Il dottor Giorgio De Santis

 

di Maria Nerina Galiè

 

«E’ stata la passione per questo lavoro ad avermi indotto, per la terza volta, a tornare in servizio al Pronto Soccorso, che avevo lasciato da pensionato. Non c’è altra ragione, tantomeno quella economica»: sono le parole del dottor Giorgio De Santis, storico medico di Medicina d’urgenza e emergenza dell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli.

 

Sebbene in pensione, ha risposto ancora una volta all’avviso di Ast Ascoli (per due volte lo ha fatto per Area Vasta 5) per il reclutamento dei professionisti in quiescenza, al fine di coprire un fabbisogno che è ancora stringente, nonostante il Covid da tempo abbia allentato la morsa.

 

Insieme con il dottor De Santis, è tornato in servizio anche il nefrologo Ettore Pala: hanno stipulato un contratto di collaborazione per sei mesi (dal 10 marzo al 9 settembre), in ragione della proroga della legge emanata per l’emergenza pandemica, e per un compenso pari a 60 euro lorde l’ora.

 

«Certamente – afferma il professionista – la cifra non è appetibile, considerando la tassazione e la detrazione per il fatto che la somma va ad aggiungersi alla pensione. Ma la Medicina d’urgenza (De Santis è tra i pochissimi al Pronto Soccorso dell’ospedale ascolano con questa specializzazione, ndr) si pratica per passione. Ed anche per un senso del dovere».

 

Il dottor De Santis è stato in prima linea nella fase clou della pandemia: il primo contratto da “pensionato” risale al 26 marzo 2020, quindi proprio nel periodo peggiore. Si ricorderà che nella prima, tremenda, ondata l’ospedale di San Benedetto era stato completamente adibito a Covid e quindi il Pronto Soccorso di Ascoli faceva dal filtro per l’intera provincia (leggi qui le parole di allora, del direttore Gianfilippo Renzi).

 

Il secondo contratto gli era scaduto due mesi fa, «quando ancora intubavamo pazienti contagiati. Si è trattato di casi che avevano anche altre patologie, ma non possiamo dire che ne siamo completamente fuori».

 

Infatti ancora la Murg del “Mazzoni” è adibita a reparto Covid, togliendo posti letto al Pronto Soccorso.

 

L’intero reparto è sotto organico di 5 unità e di certo l’apporto del dottor De Santis sarà più di una boccata d’ossigeno. Il 28 febbraio scorso è stato indetto un concorso regionale, capofila l’Inrca, per l’assegnazione di 46 posti di Medicina d’Emergenza e Urgenza negli ospedali delle Marche.

 

I fabbisogno da coprire con la procedura, le cui domande scadono il 30 marzo, è pari a  4 posti per l’Ast di Pesaro Urbino, 9 per quella di Ancona, 14 per Macerata, 2 per Fermo, 5 per Ascoli, 9 per Marche Nord e 3 per Inrca.

 

L’Ast Ascoli, con 5 posti, andrebbe così a sopperire alla carenza del “Mazzoni”, ma il Piceno ha anche l’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto, con un Pronto Soccorso pure sotto organico ed ormai prossimo all’assalto dei turisti che, come popolano strade e spiagge della Riviera, allo stesso modo aumentano vertiginosamente le richieste di accesso alla Medicina d’urgenza.

 

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