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Edilizia, Cataldi (M5S): «Su progetti “Pinqua” ravvedimento operoso, ma ora giorni contati»

IL SENATORE ascolano: «Ad Ascoli sono avviati progetti di edilizia pubblica, ma si aggiungono ai tanti cantieri ancora in piedi per i lavori post sisma, il rischio caos c’è. Da qui al 2026 i giorni sono contati ed è già iniziata una corsa contro il tempo»
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Roberto Cataldi

 

«Sui progetti “Pinqua” di riqualificazione edilizia la vicenda è nota: l’Alta Commissione per la loro valutazione è rimasta bloccata per molto tempo perché due dei membri che ne facevano parte erano stati posti in quiescenza e non erano stati sostituiti. Rispetto al tempo perso, dal Governo è poi arrivata una sorta di “ravvedimento operoso” rispetto a un’inerzia che stava mettendo a rischio una fetta importante dei fondi del Pnrr».

 

Lo afferma il senatore ascolano Roberto Cataldi del Movimento Cinque Stelle, che poi aggiunge: «Il sottosegretario Ferrante ha rassicurato che il percorso di questi progetti non subirà ulteriori intoppi. Restano però diversi problemi, primo tra tutti quello del tempo: da qui al 2026 i giorni sono contati. Ed è già iniziata una corsa contro il tempo. È comunque necessario che ci sia un’opera adeguata di controllo sulla qualità di questi lavori, che talvolta viene meno quando la clessidra scorre veloce. Ad Ascoli – spiega – progetti di edilizia pubblica sono stati avviati, ma essi si aggiungono ai tanti cantieri ancora in piedi, ad esempio per i fabbricati danneggiati dal sisma del 2016: il rischio caos c’è.

 

Inoltre, la riforma dell’autonomia differenziata, voluta dal centrodestra per assecondare un capriccio della Lega, non farà che aumentare le sperequazioni infrastrutturali tra un’area e l’altra del paese, creando enormi divergenze territoriali a danno della coesione e dell’unità nazionale. Si andranno a isolare ancora di più quei territori che già oggi pagano un gap profondo in termini di infrastrutture e possibilità di sviluppo. Anche qui – conclude il senatore Cataldi – dalla Meloni e dal suo Governo ci aspettiamo un altro “ravvedimento operoso” per rimediare alla grave superficialità con cui sono stati bocciati gli emendamenti che ponevano come precondizione per l’autonomia differenziata un sistema di perequazione infrastrutturale».


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