L’immagine ed il post generati dall’Intelligenza Artificiale che dovrebbe ritrarre piazza del Popolo
di Luca Capponi
Lo schema è sempre lo stesso: immagine roboante della città, Ascoli in questo caso, accompagnata da parole atte a suscitare curiosità. Sì, peccato che le foto di piazza del Popolo o del ponte romano di Solestà, per citarne due, non siano rispondenti alla realtà in quanto adulterate, illusorie. E peccato che, tra il milione di followers, a rendersene ben conto è una minoranza, cioè solo chi ad Ascoli ci vive o chi ne ha una profonda conoscenza.
Anche se, a ben vedere, sulle informazioni della pagina Facebook/Instagram “Quel che non sapevi” c’è scritto: “Scopri curiosità su storia, scienza e cultura – AI. Ogni giorno nuovi contenuti. Unisciti alla community più curiosa d’Italia”.
Inoltre, nel primo commento sotto ad ogni post c’è scritto: “Hai una foto di questa curiosità? Condividila nei commenti! I nostri contenuti sono creati con l’aiuto dell’AI e a volte non riusciamo a trovare la foto perfetta per ogni curiosità. Ma niente paura: tutte le informazioni che pubblichiamo sul nostro blog sono verificate più volte dal nostro team di esperti. La sostanza c’è, manca solo un po’ di forma… ed è qui che entri in gioco tu! Hai lo scatto giusto? Condividilo con noi! Chissà, magari la tua foto diventerà virale proprio come questa curiosità!”.
Ok, ma è sufficiente per evitare di sviare?
Tutto comunque ruota attorno proprio a quella sigla, A.I., che come molti ormai sanno sta per Intelligenza Artificiale. Dunque, si tratta di una pagina che pubblica ogni giorno decine di post dedicati alle più disparate situazioni, tra storia, scienza, architettura, tradizioni e chi più ne ha più ne metta, attingendo alla tecnologia e generando, oltre che “fotografie” tarocche, reazioni di gaudio ma pure centinaia di commenti negativi. A cui la pagina risponde sì puntualmente ma…sempre con l’AI.
Sotto ai post dedicati ad Ascoli, tra cui altri su Quintana, torri e sul centro storico in generale, dunque, molti utenti si sono scatenati criticando soprattutto l’opportunità di dare vita ad informazioni fuorvianti ed “acchiappa click” in luogo della realtà, spesso giocando con la capacità di discernimento dell’utente medio che, non a caso, condivide trionfante il post contribuendo a diffondere l’informazione posticcia.
In particolare, il caso di piazza del Popolo è esemplificativo. A fronte di una descrizione che recita “Ascoli Piceno ha un centro storico tra i meglio conservati d’Italia, con edifici e piazze storiche come piazza del Popolo”, ecco un’immagine che sarebbe meglio non commentare, a metà tra un film espressionista tedesco, un cartone animato e una capitale del nord Europa. Sollevazione popolare, segnalazioni, critiche, richieste di correzioni però servono a poco, perché il programma che fornisce risposte a nome della pagina è artificiale e puntualizza in modi sì dettagliati ma contraddittori ed errati, senza ovviamente rimediare al qui pro quo. Insomma, non se ne esce.
Al di là di tutto, questo come altri casi (vedi la proliferazione delle immagini in stile Studio Ghibli in atto da qualche settimana) pongono l’ennesimo accento sull’utilizzo che si fa di questa tecnologia e sui possibili risvolti presenti e futuri, non del tutto positivi, evidentemente. In mezzo a tanta spazzatura social, si dirà, cosa può cambiare una pagina in più o una in meno? La questione, però, sembra più profonda. Nel frattempo, forse, l’unica arma che abbiamo è quella di non seguire chi diffonde corbellerie spacciandole per verità.
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