Il degrado del Colucci, i lavori al Castellano e l’accusa di “squadrismo”: cosa è successo in Consiglio comunale

ASCOLI - Terminato da poco il Consiglio Comunale di giovedì 3 marzo. Mozioni in programma non concluse e confronti più o meno accesi sui parchi della città, sul tribunale e sulla libertà di stampa
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di Andrea Pietrzela

 

Tanti i temi all’ordine del giorno nel Consiglio comunale di giovedì 3 aprile 2025 (iniziato alle 15.30 circa e concluso alle 19), non tutti toccati e alcuni rimandati, a causa di accesi dibattiti e attacchi reciproci tra le parti che hanno allungato il tutto, al prossimo appuntamento.

 

PARCO COLUCCI – Tra i primi argomenti si è parlato delle condizioni di degrado in cui versa il Parco Colucci, sito vicino al centro storico, con un altare del 1600 e alberi di alto fusto. Luogo importante per la città in cui latitano, dice l’opposizione, pulizia e vigilanza. Il sindaco Marco Fioravanti ha spiegato che esiste un tavolo permanente con il Demanio anche per capirne il futuro, dato che ora solo una parte è gestita dal Comune (che manda una ronda e ha pulito le zone più esterne). Attualmente il parco è uno spazio per privati e cantieri, anche una sorta di parcheggio abusivo. In futuro si parlerà di riqualificazione.

 

Il consigliere Cappelli

PARCO AL CASTELLANO – Altra area verde di dibattito è il parco al Torrente Castellano (zona Cartiera Papale), luogo molto frequentato dai cittadini soprattutto d’estate. Nell’area i lavori assegnati ad aprile 2024 e della durata prevista di un anno, secondo il consigliere Gregorio Cappelli, risultano fermi e incompiuti. Il sindaco risponde illustrando l’importo erogato per la realizzazione del parco (circa 293mila euro totali) e spiegando che i lavori sono stati sospesi in seguito a criticità riscontrate dopo le operazioni di pulizia. Non c’è, ad oggi, una data prevista per la consegna. Per ora la zona è stata decespugliata e messa in sicurezza con la rimozione dei tronchi pericolanti.

 

TRIBUNALE – Per quanto riguarda il tribunale, emendamento e mozione approvati all’unanimità per il mantenimento del Palazzo di Giustizia nella sede di Ascoli, immobile strategico per la città. La proposta – approvata – di Francesco Ameli, PD, aggiunge un rafforzativo per non rischiare di tenere la questione ferma, ovvero portarla all’attenzione anche del Ministero della Gusta, dell’attuale Presidente del Tribunale di Ascoli Piceno e dell’Agenzia del Demanio.

 

GIORNALISTI – Accolta, ma a fatica, anche la mozione che mirava a portare l’attenzione sulla fragilità della posizione dei giornalisti, garanti della democrazia e del libero pensiero dall’art. 21 della Costituzione. «Mozione importante, c’è massima condivisione», le parole del sindaco Fioravanti. Al centro del dibattito il termine “pressioni finanziarie e politiche” nella mozione, che per il sindaco non andrebbe incluso, mentre per l’opposizione andrebbe citato in quanto riportato anche da Camera dei deputati e Consiglio Europeo. Alla fine la nuova dicitura è “pressioni di vario genere”. «Risaniamo una ferita che era stata aperta, per errore o forse no, da questo Consiglio comunale e chiediamo scusa a tutti i giornalisti», dice Andrea Dominici di Ascolto e Partecipazione. «Emidio Premici è stato strumentalizzato da qualcuno che voleva costruire un caso – replica Fioravanti Quel caso non esiste e non è mai esistito. Dobbiamo difendere la libertà di stampa ma anche il diritto di replica, altrimenti è un attacco al Comune e alla democrazia» (leggi qui).

 

TENSIONI – Il clima si fa più teso quando sindaco e centro-destra vengono accusati da Francesco Ameli di atteggiamenti “squadristi” contro la consigliera Marta Luzi, attaccata per aver pubblicato un post su Facebook durante il Consiglio (poco dopo che si era parlato di libertà di stampa e di pensiero). «Una mancanza di attenzione e un insulto verso i Consiglieri tutti», alza la voce il sindaco. «Chiedo scusa per il termine forte, ma resta il fatto che la violenza non la accetto», chiosa Ameli.

Alcuni punti all’ordine del giorno sono stati saltati per mancanza di tempo dopo le lungaggini e gli accesi confronti tra le parti: si ripartirà, su espressa richiesta del consigliere Cappelli mentre l’aula si stava già svuotando, il 24 aprile alle ore 15.


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