di Filippo Ferretti
Villa Sgariglia di Campolungo, Ascoli, è ancora senza qualcuno che possa salvarla. Infatti, nonostante l’intenzione da parte dell’Arengo di procedere in merito alla redazione di un bando, che possa affidare la magione a dei privati per adibirla a struttura sanitaria o ricettiva con un contratto d’affitto annuale a lunga scadenza (10.000 euro l’anno per 9 anni, rinnovabili), gli amministratori stanno riflettendo sulla complessità di un simile affidamento, per tutte le variabili e le difficoltà, anche e soprattutto di natura economica, di una simile consegna.
La Chiesa di Santa Maria Assunta a Campolungo
Da una parte c’è l’esigenza di evitare che il complesso sprofondi nel più totale degrado, dati i dieci anni di abbandono, mentre dall’altra esiste la voglia di utilizzarla al più presto a beneficio del territorio, data la bellezza e l’importanza della struttura, lasciata al Comune di Ascoli da una delle famiglie più prestigiose dell’Ascolano.
Nelle ultime settimane si era fatta avanti un’associazione che si muove nell’ambito del sociale, manifestando l’interesse di poter trasformare l’attuale immagine della villa per farne un centro diurno e accettando dunque le condizioni poste, affinché potesse presto e di nuovo essere fruibile. Ma il Comune, dopo un’attenta analisi, ha deciso di porre ulteriori, nuovi obblighi a chi sentirà la responsabilità di far tornare a vivere la leggendaria residenza.
«Si tratterebbe di affidare il l’ex complesso nobiliare con carichi di gestione pesanti e un grosso lavoro di ripristino e di restauro», spiega l’assessore dell’Arengo Gianni Silvestri, certo della complessità delle operazioni a cui andrebbero incontro coloro che appaiono disposti ad avere l’onere di un simile assegnamento, compresa la messa a norma in base all’utilizzo auspicato.
«Non si parla solo della riattivazione della villa ma anche del risanamento dell’area verde antistante: è un lavoro delicato che deve essere assegnato dopo una attenta valutazione» aggiunge l’amministratore, sempre convinto comunque che sia necessario mettere a reddito la magione.
Per il momento quel che è certo, dopo questo lungo periodo di chiusura e inattività di Villa Sgariglia, è lo stato di degrado in cui verte, i vandalismi e i furti perpetrati.
All’interno dell’edificio incustodito sono scomparsi i televisori e i frigoriferi presenti all’interno delle 19 camere un tempo predisposte nella dimora. Asportate da ignoti tutte le grondaie in rame dell’edificio, lasciando i locali interni nel serio rischio di infiltrazioni a causa della pioggia.
Poche settimane fa un furgone di malintenzionati, intenti a caricare i sanitari destinati ai portatori di handicap, è stato fermato dalla presenza di testimoni. Non sorte migliore è andata alla chiesa, che dopo essere stata negli anni ripetuto oggetto di sottrazioni di materiale artistico e liturgico, ha visto di recente ospitare l’arrivo dei Carabinieri allertati dalla Soprintendenza a mettere in salvo e a catalogare quanto rimasto dell’antico patrimonio.
Insomma, di sicuro in questo momento c’è unicamente la necessità di non far morire quel che rimane della gloriosa Villa Sgariglia di Campolungo.
Villa Sgariglia nel degrado ed in balia di atti vandalici: è tempo di soluzioni
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