Essere e apparire si rimescolano continuamente nella vita di ogni uomo.
Tale duplicità spesso pervade la vita degli architetti che cercano di arrabattarsi a far riportare i conti in urbanistica e vengono fuori teorie molto pratiche ma di scarso valore.
Mi riferisco alla necessità dei cosiddetti Standard Urbanistici all’interno dei Piani Regolatori dei comuni, tema di cui tutti argomentano ma spesso confondendo teoria pratica mq e mc.
Veniamo alle riflessioni concrete.
Il decreto 1444 del 2.4.68 ,rappresenta una vera e propria conquista dal punto di vista sociale ,politico ,culturale che ha portato a migliorare la vivibilità delle città creando la coscienza di aver diritto a spazi da utilizzare collettivamente per determinate funzioni.
Molti si lamentano della presenza delle zone omogenee mentre la città sostanzialmente rappresenta in ogni zona una mixtè funzionale ma cionostante niente di nuovo è stato in grado di produrre la politica italiana dal 68 ad oggi se non i contestati grattacieli milanesi oggi sotti seria inchiesta.
Con quale modalità ci si avvicina a calcolare la quantità di soggetti che debbono essere presi in considerazione le finalità espresse dal citato decreto?
La città di San Benedetto del Tronto è come tutti sanno una città turistica nella quale convivono sia i residenti Sanbenedettesi e sia i turisti che alloggiano negli alberghi e nei residences nei B&B.e negli appartamenti che vengono utilizzati solo nella stagione estiva dai non residenti.
1-per i residenti vengono calcolati gli standard scolastici (ovviamente)
2-per la somma di soggetti rappresentati dai residenti +coloro che alloggiano in hotel+coloro che alloggiano in B&B+ coloro che alloggiano nelle case private solo in periodo estivo si calcolano invece gli altri standard in particolare il verde e i parcheggi.
Nella nostra realtà oltre ai noti 21 mq per abitante voluti dalla regione in aumento rispetto ai 18 classici originari ,sono altresi necessari i quantitativi di cui all’art 4 lettera F del DM 2.4.68 il cui quantitativo più significativo è rappresentato dallo standard minimo per parchi urbani e territoriali in misura di 15 mq/ab.
Da ciò si comprende bene come frettolose ed erronee possano risultare scorciatoie talvolta espresse che tentino di risolvere il tutto con una moltiplicazione tra residenti e i 21 mq regionali.
Gia nella stesura del PRG del 1985 si calcolava che la popolazione insediabile tra espansione zone peep ammontava a 66074 unità a cui erano da aggiungere 25613 unita legate al turismo. Per un totale di 91687 unità.
Siamo ben lontani dai 47025 che si leggono in alcune superficiali valutazioni pseudourbanistiche.
Ma il vero problema che a tutti sfugge è la differenza tra la teoria e la pratica:basta avere le macchie di colore sulle planimetrie per poter dire di aver ottemperato alle previsioni della legge urbanistica.
No ovviamente!
Nel mentre che l’attività costruttiva privata non ha pause e scova sempre più modalità di portare verso alto la rendita fondiaria legata alla attività edilizia demolendo ricostruendo frazionando con la creazione di una miriade di appartamentini in cui alloggiano molte unità, che sconvolgono ogni parametro teorico originario e le successive indicazioni regionali ,l’attivita pubblica ristagna paurosamenente e si esercita non a reperire le aree a servizi commisurate alle attivita edilizie e scaturenti abitanti, ma utilizza fondi delle opere di urbanizzazione per ripianare spesso il bilancio comunale ,per ripiastrellare aree gia esistenti ma mai per acquisire un mq di area in piu.
Dal 2000 al 2024 sarebbe utile sapere quanti milioni di euro siano stati incassati e quanti mq siano stati acquisiti.
L’analisi tra la necessità reale di aree e quelle realmente disponibili dà un quadro allarmante nella nostra città basta dare una occhiata alla tabella inserita nel documento strategico di attuazione dei servizi per rendersi conto della differenza tra la teoria e la pratica ossia la differenza tra l’essere e l’apparire.
Da qui i solleciti ad approfittare di occasioni imperdibili quali l’area Brancadoro per accrescere la dotazione di aree di proprieta comunale a prezzi praticabili.
La discussione sulla cosiddetta stradina in effetti è stata utilissima per riavviare una lettura complessiva sugli standard e sul possibile utilizzo complessivo dell’area nella sua importante entità
L’essenziale è saper distinguere tra cio che tende al luxury con le tende in piazza o le ripavimentazioni mentre invece assai diverse risulterebbero le priorità effettive-
Giorgio Macini
Utente dal
10/3/2025
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