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Acqua giallastra e maleodorante
La Ciip: «Non accadrà più»
Alati interviene sul “caro bollette”

PICENO - Il disagio è stato rilevato in particolare nei Comuni di Ascoli, Folignano e Maltignano serviti ora dall'impianto  di soccorso di Castel Trosino. Sono i tecnici a spiegare come è stato risolto il problema. La disponibilità del presidente ad agevolare gli utenti sulle fatture arrivate per due volte in acconto e ravvicinate. Ecco come
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Il taglio del nastro dell’impianto di soccorso di Castel Trosino, un anno fa (Foto Vagnoni)

di Maria Nerina Galiè

Non c’è pace in questi giorni per la Ciip spa, azienda che gestisce la risorsa idrica per 59 Comuni del Piceno e del Fermano.

«L’acqua che sgorga dai rubinetti è giallastra e odora di varichina», denunciano utenti di diverse zone di Ascoli, Folignano e Maltignano.

La protesta si unisce a quella dei cittadini per bollette esose, perchè per due volte in acconto, arrivate per giunta quasi insieme in un periodo di  disagio economico a causa del Coronavirus.

L’argomento fatture è stato cavalcato da politici e amministratori.

Una delle vasche dell’impianto Ciip di Castel Trosino (Foto Vagnoni)

Il presidente della Ciip, Giacinto Alati,  si dichiara disponibile a mettere a disposizione il suo staff per agevolare i cittadini «non potendo agire autonomamente su tariffe e bollettazione» (sotto la dichiarazione integrale).

L’acqua che si utilizza da un anno a questa parte nella città delle cento torri e in quelle limitrofe non è più quella dell’acquedotto del Pescara, seriamente danneggiato dal sisma del 2016.

«Arriva ancora in vallata la poca acqua del Pescara (passata da 650 litri al secondo a 80), mentre la costa è alimentata da Foce di Montemonaco.

L’impianto di Fosso dei Galli, di San Benedetto, è spento da oltre due mesi», ricordano dalla Ciip.

Ascoli, Folignano e Maltignano sono invece serviti dall’impianto di soccorso di Castel Trosino, inaugurato il 18 maggio 2019.

Gli addetti ai lavori spiegano i motivi per cui l’acqua è risultata in alcuni casi poco limpida e maleodorante.

«Problema risolto una ventina di giorni fa, con l’istallazione di tre pannelli, uno per pozzo, a raggi ultravioletti.

Si tratta di un sistema di ultima generazione,  dal costo di 350.000 euro l’uno, per trattare l’acqua a norma di legge invece che con il cloro.

Gli effetti dovrebbero iniziare a vedersi tra un paio di settimane».

Quale la differenza e perchè è stato usato il cloro?

«L’acqua captata a Castel Trosino si trova a 350 metri di profondità.

Non parliamo del costo di energia elettrica per pomparla: circa 2 milioni di euro l’anno.

E’ acqua più pesante.

E lo si può vedere facendola bollire. Sulla pentola rimane una patina bianca di calcare.

Ma è comunque di ottima qualità. Solo che abbiamo dovuto cloralra per legge».

Particolare che all’utente non è sfuggito dall’odore. Ma il colore?

«Su rubinetti utilizzati in zone meno densamente abitate o dove il cittadino utilizza l’acqua con meno frequenza, il liquido rimane depositato più a lungo nelle tubature e il cloro in esso contenuto portano via i residui ferrosi.

Aprendo il rubinetto l’acqua può apparire rossiccia, ma solo per pochissimi getti.

Ma adesso non accadrà più. Occorre giusto il tempo di far ripulire l’acqua residua trattata con il cloro».

Il “vantaggio”, secondo i tecnici della Ciip, di dover rinunciare ad una delle tre acque migliori d’Italia, quella del Pescara, sta nel fatto che in caso di crisi idrica, nelle zone servite dall’impianto di soccorso di Castel Trosino non si dovrà provvedere alla razionalizzazione.

LA DICHIARAZIONE INTEGRALE DI GIACINTO ALATI – «A fronte della situazione di difficoltà in cui si sono venuti a trovare i nostri clienti a causa della ravvicinata fatturazione, in risposta anche all’interessamento dei sindaci, tengo a ribadire che, non era certo intenzione dell’azienda alimentare disagi e preoccupazioni alle famiglie già cosi provate in questo momento.

Ci sono vincoli normativi e amministrativi che ci impongono l’attuazione di regole e metodi di fatturazione a cui siamo soggetti.

La Ciip non ha la facoltà di sospendere le bollette o decidere quando e come fatturare.

Difatti, in una particolare situazione di emergenza, come quella che stiamo affrontando, dovendo provvedere comunque alla fatturazione, avevamo già messo in conto la possibilità di offrire ai nostri clienti agevolazioni quale ad esempio la rateizzazione.

Non stiamo qui, ancora una volta a spiegare nel dettaglio cosa tecnicamente sia avvenuto, ma è importante esprimere la nostra disponibilità verso i cittadini e le aziende.

I dirigenti competenti si faranno carico delle difficoltà segnalate da ciascuno in modo da poter trovare possibili agevolazioni.

La Ciip spa, non potendo agire autonomamente su tariffe e bollettazione, al fine di alleggerire la condizione delle persone maggiormente in difficoltà, si mette a disposizione attraverso gli uffici competenti per trovare idonee soluzioni.

Per formulare un’eventuale richiesta potete utilizzare i canali istituzionali (Numero verde 800-216172 – mail: clienti@ciip.it , pec: servizio.protocollo@pec.ciip.it , fax: 0736272222)».

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