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Castel di Luco,
lavori di recupero
verso la fase finale

ACQUASANTA - Una struttura medievale, addossata alla roccia, unica nel suo genere. L'architetto Borzacchini: «Sarà una rinascita sotto l'aspetto storico culturale ma anche economico. Bisogna portare avanti iniziative con serietà, nel rispetto delle normative e nella correttezza della spesa di denaro pubblico»
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La ristrutturazione di Castel di Luco, Acquasanta Terme

 

di Franco De Marco

Castel di Luco, gravemente danneggiato dal terremoto, molto presto, fine 2020 inizio 2021, tornerà ad essere fruibile. Potrebbe addirittura diventare un simbolo della buona ricostruzione post terremoto del 2016.

Grazie ai finanziamenti della Regione, circa 3 milioni di euro, e all’iniziativa dei proprietari, la famiglia di Francesco Amici, i non facili lavori di recupero sono in fase avanzata.

Castello di Luco, edificio medievale unico nel suo genere, non solo è un patrimonio storico di grande valore ma è anche una struttura ricettiva (ristorante e camere) di particolare fascino e raffinatezza.

Una chicca del Piceno.

Valerio Borzacchini

Nonostante le problematiche legate all’emergenza Coronavirus, i lavori, diretti dall’architetto Valerio Borzacchini, si avviano verso la fase finale.

Le riparazioni ed i consolidamenti si stanno terminando e si sta mettendo mano alle finiture ed agli importanti restauri interni il cui scopo sarà quello di restituire all’importante bene culturale la qualità di storia e cultura che merita.

Sebbene di proprietà privata, l’edificio medievale rappresentano un patrimonio comune di cultura e storia dell’intera popolazione del territorio.

«Salvare un bene culturale come un castello – affermano i progettisti – e restituirlo alla comunità civile nel suo aspetto migliore è, oltre che un fatto storico e culturale, anche una importante operazione economica.

La struttura, come tante altre, è un bene che produrrà lavoro ed aiuterà l’economia locale a risollevarsi a seguito di importanti negativi eventi come il terremoto prima e l’emergenza epidemiologica poi, nella logica che bisogna credere nelle iniziative che si portano avanti e soprattutto cercare di realizzarle bene e con serietà nel rispetto delle normative e nella correttezza della spesa di denaro pubblico».

Castel di Luco (raro esempio italiano di castello a pianta circolare, di impianto medievale) e, a destra, l’abitato di Paggese dal sentiero che conduce all’abbazia (la foto è antecedente al sisma del 2016)

Il Castello di Luco, già avamposto fortificato sulla strada consolare Salaria nel periodo romano, è  uno dei più rari e singolari castelli del Piceno che conserva ancora, quasi intatto, il suo aspetto di struttura architettonica medioevale, di forma circolare e situato sulla cima di un costone di travertino.

Nei secoli il castello si è trasformato da fortezza in residenza gentilizia, fino al recente utilizzo di struttura ricettiva e ristorante.

Ci sono meravigliose stanze affrescate.

Sopravvissuto all’invasione delle milizie di Carlo D’Angiò e alle soldatesche di Galeotto Malatesta, Castel di Luco è rimasto protagonista di eventi storici di eccezione.

Da qui, infatti, il 10 Agosto 1445 partì Pietro di Vanne Ciucci, signore di Luco, alla testa di una schiera di montanari per liberare Ascoli dal potere di Rinaldo fratello di Francesco Sforza.

Nei secoli successivi il castello da fortezza si é trasformato in residenza gentilizia.


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