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Fuga di monossido:
si va verso l’apertura di un fascicolo,
chiesto il sequestro dell’immobile

COMUNANZA - Presentata una denuncia querela contro ignoti, da parte dell'avvocato Olindo Dionisi delegato da oltre 10 genitori dei bimbi della materna dove si è rischiata la tragedia. «Non stiamo accusando nessuno ma vogliamo risposte certe». Il 9 novembre scorso nella stessa scuola c'era stata una fuga di gas
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Nel riquadro, l’avvocato Olindo Dionisi. sullo sfondo, la scuola teatro della tragedia sfiorata

di Maria Nerina Galiè

Monossido di carbonio all’asilo di Comunanza: si profila l’apertura di un fascicolo contro ignoti presso la Procura della Repubblica di Ascoli.

Stasera infatti, 8 gennaio, i Carabinieri di Comunanza, incaricati dal pubblico ministero Ernesto Napolillo, hanno presentato la comunicazione di notizia di reato. A seguire l’avvocato Olindo Dionisi, con delega di oltre 10 genitori, ha inviato la denuncia querela contro ignoti con la richiesta di sequestro dell’immobile.

Sono queste le azioni messe in campo dopo la tragedia sfiorata ieri, 7 gennaio, quando nella scuola materna di Comunanza – “appoggiata” nell’edificio ex Oda di proprietà della Confraternita del Santissimo Sacramento – il probabile malfunzionamento della caldaia ha sprigionato monossido di carbonio.

Piuttosto pesanti le conseguenze con alcuni bimbi ed un insegnante che sono svenuti, altri che hanno accusato malori. Nove piccoli e la maestra si sono rivolti al Pronto Soccorso. Ma poteva andare molto peggio.

«Se a perdere i sensi fossero state prima le maestre, che ne sarebbe stato dei bimbi?» è la domanda che echeggia in paese da ieri.

E mentre il sindaco Alvaro Cesaroni non minimizza sulla gravità del fatto. Anzi, promette che non ci saranno sconti per gli eventuali responsabili, i genitori sono sul piede di guerra.

«Nella denuncia che ho presentato stasera – afferma l’avvocato Dionisirappresento oltre 10 genitori. A questa se ne unirà un’altra, con  delega di altri genitori che mi hanno contattato nel frattempo».

Il comandante della stazione dei Carabinieri di Comunanza Giovanni Croce

«Ma sia chiaro – precisa il legale – noi non vogliamo accusare nessuno. Nè mettere in discussione l’operato degli inquirenti. E’ nostra intenzione piuttosto avere risposte certe, facendo in modo che su questa vicenda si vada fino in fondo.

Per questo, anche se potrebbe essere tardi, ho chiesto il sequestro immediato dell’immobile. E mi auguro che il pm accolga la richiesta.

E’ assurdo che si proceda con le indagini tecniche e, nel contempo, non venga impedito l’accesso a persone diverse dagli inquirenti o periti da questi incaricati, come mi è stato segnalato da diversi genitori».

«E’ vero che ora stanno tutti bene. Ma la paura è stata tanta. Inoltre, i medici hanno invitato i genitori a monitorare lo stato di salute dei piccoli coinvolti perchè gli effetti del monossido di carbonio possono essere anche tardivi.

E non solo.

I genitori hanno denunciato anche diverse criticità più volte segnalate sull’immobile in questione. Tanto per dirne una: lo scorso 9 novembre c’è stata una fuga di gas. E’ tutto nero su bianco nella mia denuncia querela». 

«Ebbene, l’interrogativo sulla causa di quello che è successo non può rimanere senza una risposta. Noi, parlo a nome dei genitori miei assistiti, ci siamo. E vogliamo che, se c’è stata una colpa, l’eventuale responsabile ne paghi le conseguenze». 

Proseguono intanto le indagini da parte del Servizio prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro (Spsal) dell’Area Vasta 5 e dei Carabinieri di Comunanza, guidati dal maresciallo capo Giovanni Croce e che – sia nell’imminenza dell’accaduto che nella giornata di oggi – hanno raccolto diverse testimonianze.

 


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