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Caro energia, Acquaroli: «No alla settimana corta nelle scuole»

IL PRESIDENTE della Regione: «Non credo che i giovani debbano pagare ancora, dopo due anni di restrizioni e di didattica a distanza». La decisione spetta ai singoli istituti
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Il presidente della Regione Francesco Acquaroli

 

«Non credo che i giovani debbano pagare ancora, dopo due anni di restrizioni e di didattica a distanza, rinunciando di nuovo ad una ritrovata normalità nella scuola.

Comprendo la necessità di trovare soluzioni contro il caro energia, ma non credo che quella della settimana corta sia una ipotesi percorribile né giustificabile».

 

Così il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli all’Ansa sulla possibilità di fare la settimana corta nelle scuole ai fini del risparmio energetico.

 

Possibilità che peraltro rientra nell’autonomia dei singoli istituti.

E infatti, il ministro all’Istruzione Patrizio Bianchi che ha escluso che se ne sia parlato nel governo, ha specificato: «Le scuole devono essere le ultime su cui intervenire in merito ai temi energetici, dopodiché ci sono le autonomie delle scuole: se una scuola decide di organizzare una propria struttura può farlo, ma si parta dalla didattica».

 

Insomma la decisione sull’eventuale settimana corta spetta alle scuole. Nelle Marche le lezioni ripartiranno mercoledì, e la novità di quest’anno, come in tutta Italia, è che si torna tutti in classe senza distanziamento, senza personale aggiuntivo Covid, senza mascherine, senza Dad. 

 

Mercoledì la prima campanella: interventi e progetti nelle scuole della Provincia


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