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“Carnevali storici del Piceno”: vede la luce il grande racconto della festa tradizionale

ASCOLI - Il volume di Valentina Falcioni, realizzato grazie alla volontà del Bim Tronto, è stato presentato alla Bottega del Terzo Settore
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“Carnevali storici del Piceno” con l’autrice Valentina Falcioni

 

di Filippo Ferretti

 

«Un viaggio nel tempo che lascia a chiunque vi partecipi ricordi indimenticabili». Con queste parole Luigi Contisciani, presidente del Bim Tronto, ha racchiuso lo spirito del libro “Carnevali storici del Piceno”, presentato questo pomeriggio presso la Bottega del Terzo Settore. Il volume, realizzato grazie alla volontà del Bacino Imbrifero del Tronto, ha cercato attraverso documenti, foto e preziosi cenni storici, le peculiarità, la genesi e l’importanza di quattro straordinarie memorie del territorio pronte a rinnovarsi nel tempo.

 

Sante Stangoni, Marco Fioravanti, Luigi Contisciani, Luigi Massa e Fabio Polini

 

Una pubblicazione che intende evidenziare il ruolo determinante del Carnevale attraverso i secoli nei nostri luoghi, facendone un elemento distintivo, attraverso cui le tradizioni folcloristiche vengono mantenute vive. «Il Carnevale aggrega, diventa un elemento in grado non solo di caratterizzare ma anche di unire, di promuovere una intera area geografica» hanno ammesso i sindaci dei quattro luoghi che rappresentano il Carnevale storico del Piceno, presenti all’appuntamento: Marco Fioravanti per Ascoli, Luigi Massa per Offida, Fabio Polini primo cittadino di Castignano e Sante Stangoni sindaco del Comune di Acquasanta Terme.

 

Gli astanti alla Bottega del Terzo Settore

 

Tutti insieme convinti che scoprire i loro carnevali possa rappresentare la chiave di volta per entrare nella storia, nella cultura, negli usi e dei costumi di luoghi ricchissimi di fascino. L’incontro di presentazione dell’opera, edita da Capponi, caratterizzato da una grande folla e preceduto dal collegamento in video con il senatore Guido Castelli, ha visto nell’intervento dell’autrice Valentina Falcioni l’anima più profonda di un simile excursus. «Questo lavoro nasce per tramandare la necessità di conservare i beni immateriali, quelli che sono intangibili, che rischiano di scomparire» ha spiegato l’autrice a proposito del libro, nato per raccontare il Carnevale non solo come festa, ma quale rito collettivo che affonda le sue radici in epoche lontane, mescolando sacro e profano, tradizione e spettacolo.

 

Un momento della presentazione del libro

 

Dai divertenti e spesso improvvisati sketch di Ascoli alle atmosfere collettive di Offida e Castignano, fino ai riti ancestrali rappresentati da “Li Zanni” di Pozza e Umito. Eventi che da tempo immemore raccontano storie costituite da cerimoniali, travestimenti, musica e antichi simbolismi. «In questa mia ricerca mi hanno aiutato fonti determinanti provenienti da vari studiosi: Luca Luna ed Erminia Tosti per Ascoli, Andrea Fioravanti per Castignano, Vitale Travaglini e Lorenza De Luca per Offida, Ascenzia Santini per Pozza e Umito» ha aggiunto Valentina Falcioni, felice di essere riuscita per la prima volta e con l’aiuto di tutti a tracciare la storia, anche filologica di quattro carnevali che, a dispetto delle apparenze, sono contraddistinti da un filo nascosto che li unisce.

 

«Ci sono elementi di continuità sin dall’inizio, dalle feste pagane sino ai nostri giorni, ma anche fenomeni di innovazione, più difficili da identificare perché tramandati solo oralmente» ha concluso la scrittrice, che non può più nascondere con questo secondo volume, dopo “Ascoli Piceno luogo dell’anima”, il suo infinito e ostinato innamoramento per la sua terra.

 

Il collegamento con il senatore Guido Castelli


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