Umberto Pulcini
«Il caos sulle concessioni balneari conferma ancora una volta l’incompetenza del Governo Meloni e della sua maggioranza. La recente sentenza del Tar Liguria, che ha dichiarato illegittima la proroga al 30 settembre 2027, dimostra come la destra abbia agito in modo dilettantesco e senza alcun fondamento giuridico, trascinando il settore in un pericoloso limbo normativo. Il Partito Democratico lo aveva denunciato da tempo: il decreto voluto dalla maggioranza di governo non solo viola il diritto comunitario, ma getta nell’incertezza migliaia di imprese e amministrazioni locali». Il commento è di Umberto Pulcini, presidente dell’Assemblea provinciale del PD Piceno.
Spiaggia San Benedetto con pattino
«Oggi il settore turistico-balneare – prosegue Pulcini – si ritrova senza una strategia chiara, con imprenditori e Comuni lasciati soli ad affrontare le conseguenze di un governo incapace di offrire soluzioni concrete. L’assenza di un accordo scritto tra lo Stato italiano e la Commissione europea, così come certificato dal Tar, è la dimostrazione palese dell’improvvisazione con cui l’esecutivo ha gestito la questione. Invece di garantire regole certe, eque e sostenibili per tutti, il Governo ha preferito rimandare il problema, alimentando l’incertezza e rischiando di danneggiare irrimediabilmente un comparto strategico per l’economia del nostro Paese».
«Anche le associazioni di categoria chiedono risposte immediate. La sentenza del Tar Liguria ha messo in evidenza l’incoerenza normativa che sta travolgendo il settore. Gli operatori del settore denunciano il rischio di una situazione ingestibile per gli enti locali, i quali dovrebbero avviare le gare pubbliche senza linee guida chiare. Questo conferma la necessità di una riforma ben strutturata.
Il Partito Democratico – conclude Pulcini – ha sempre sostenuto che fosse necessario un approccio serio e responsabile, con una transizione regolata e trasparente, capace di garantire il rispetto delle norme europee, la tutela degli investimenti e la valorizzazione delle imprese che operano nel settore. Oggi ci troviamo invece davanti a un cortocircuito normativo che rischia di compromettere la stabilità economica di migliaia di famiglie e lavoratori. Chiediamo quindi che il Governo esca finalmente dall’inerzia e agisca con responsabilità».
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