L’ex sindaco Domenico Martinelli e la corsia ovest del lungomare a doppia corsia per via dei lavori in corso
di Pier Paolo Flammini
I lavori avviati a fine marzo sull’ultimo tratto di lungomare sambenedettese, almeno nel tratto est, ripropongono una visione diversa della passeggiata principale della città (e dell’intero comprensorio che va oltre la sola provincia). Ricordiamo che i lavori, che si concluderanno prima dell’estate 2026, furono avviati durante la giunta Martinelli a partire dalla rotonda di Porto d’Ascoli, nell’ottobre 2004: ci sono voluti ben 22 anni per concludere la riqualificazione di appena 4 chilometri di strada, per quasi una metà senza toccare il marciapiede ovest per evitare di arrivare davvero alle calende greche.
Segnale di una città spesso accartocciata su sé stessa anche se non va scordato che tra l’inaugurazione dell’ultimo tratto martinelliano (fino al palazzo di Las Vegas, 2006, era già insediato il sindaco Gaspari) e il primo appalto della Giunta Gaspari passarono più di 10 anni senza muovere paglia.
Come si vede dalla fotografia, al momento la circolazione stradale è a doppio senso sulla carreggiata ovest, dall’altezza della pineta del Campo Europa fino a oltre l’area dell’Ex Camping. Non risulta che ci sia stata alcune difficoltà legata al traffico, che si svolge esattamente come prima: due direttrici, una nord-sud e una sud-nord, soltanto in una sola carreggiata anziché due.
Il beneficio è quello di avere una carreggiata interamente pedonabile: l’obiettivo dovrebbe essere quello di essere una città all’avanguardia con ben sei chilometri di passeggiata sul fronte marino libero dal passaggio delle automobili, dalla rotonda di Porto d’Ascoli alla punta del Molo Sud. In questo modo il Comune potrebbe organizzare eventi di ogni tipo, a partire da quelli sportivi, e commerciali. La richiesta per un uso del genere sarebbe altissimo ma al momento è limitato ai periodi di bassa o bassissima stagione per evitare problemi di viabilità. Si pensi ai disagi creati dalla Coldiretti due estati fa, e quanto invece tutto sarebbe stato semplice se si disponesse di una carreggiata disponibile per qualsiasi iniziativa. Gli introiti per il Comune in termini di occupazione suolo pubblico sarebbero ingenti, e l’indotto per il turismo e il commercio cittadino difficile da quantificare ma notevole.
Qualcuno ora starà dicendo: ragioni facile, ma con la doppia corsia ad ovest da quella parte non ci sono più parcheggi. Si risponde con quanto già pensato da altri: il compianto architetto Farnush Davarpanah, progettista del lungomare martinelliano, aveva previsto questa evenienza e voleva continuare il percorso pedonale avviato nel tratto di Porto d’Ascoli anche risalendo verso nord.
Nel 2004 il Comune provvide a realizzare l’ampio marciapiede con ciclabile (malamente incassata all’interno…) nella corsia est del lungomare di Porto d’Ascoli e una carreggiata con parcheggi nella corsia ovest attraverso lo spostamento delle palme. Lo stesso Farnush previde di fare nel tratto restante: un metro, un metro e mezzo verso est. Nessuno ha avuto però il coraggio di continuare nell’opera avviata da Martinelli: certo più costosa ma avveniristica anziché di mera manutenzione.
Qualcuno addusse come motivazione l’opposizione della Soprintendenza (…), qualcun altro il fatto che alcune palme storiche (forse una decina in tutto) non potessero essere rimosse. La verità è che mancò la decisione politica nella giunta Gaspari, mentre poi Piunti trovandosi il progetto in parte finanziato e realizzato preferì procedere con un piccolo cabotaggio (le idee prima si devono avere ma soprattutto vanno convinte le giunte, le maggioranze, e la città…) e infine Spazzafumo, a 600 metri dal compimento, ha terminato quanto avviato dai predecessori.
E dire che fino all’incrocio con via Virgilio (il sottopasso che conduce al viale dello Sport) non ci sarebbe neppure bisogno del doppio senso sul lungomare, e forse almeno fino a via Voltattorni, in previsione dell’apertura di via Lombroso e del senso unico in via Volta. Ma qui scendiamo in dettagli ulteriori.
La verità è che, continuando con questi ritmi, ciò che è stato avviato nel 2004 avrà pieno compimento attorno al 2045. Sperando che qualcuno abbia il coraggio di cambiare il volto di San Benedetto.
Intervenire sul lungomare, pedonalizzare l’area che conduce al Molo Sud e riuscire finalmente a collegare il lungomare con una ciclopedonale sull’Albula: tre piccole/grandi opere che cambieranno il volto alla città.
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati