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Olive Dop finalmente in vendita
Continua la guerra con chi vuole l’Igp

ASCOLI - Prezzo medio al dettaglio 24 euro al chilo. Sui prevede una produzione di 60 tonnellate. Il presidente del Consorzio di tutela Valenti: «Possiamo arrivare a 5.000». Castelli al convegno di Confindustria ribadisce: «Un errore affiancare l'indicazione geografica protetta. Basta litigare. Non possiamo presentarci divisi»
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di Franco De Marco

E’ finalmente in vendita, naturalmente da parte dei produttori autorizzati (attenti perché c’è anche qualche abusivo), l’Oliva Ascolana del Piceno Dop ovvero quell’oliva farcita che rispetta strettamente il severo disciplinare approvato 12 anni fa dal Ministero delle politiche agricole. Questa oliva Dop (Denominazione di origine protetta) , con tutto il rispetto per i produttori non Dop, è assolutamente straordinaria nel sapore. Come si riconosce ad occhio nudo? Si deve ad esempio  sempre vedere il verde dell’oliva non coperto quindi, come avviene il più delle volte, dalla spessa panatura.  La preparazione, dopo la raccolta, ha avuto una lunga fase ma ora è pronta ad andare in tavola e già si può dire che questo “petrolio verde di Ascoli” va letteralmente a ruba. C’è anche un mercato nazionale e internazionale, quello delle super eccellenze alimentari, che cerca di accaparrarsi il delizioso prodotto che nel capoluogo piceno è anche un imprescindibile simbolo natalizio. Il costo della Dop oggi è mediamente tra i 22 e i 25 euro al chilo. Il Consorzio ha dato come indicazione 24 euro. Ma siccome il prezzo è libero ci può essere anche chi la vende a 28 o a 22. Un prezzo naturalmente più alto della non Dop (che può essere ugualmente buona, sia chiaro, però è altra cosa) ma per un prodotto tracciato, certificato e controllato si ha la massima garanzia della qualità sia per l’oliva (varietà ascolana tenera prodotta nel Piceno e in alcuni Comuni del Teramano) sia per le carni e tutti gli altri ingredienti della farcitura. Quest’anno il raccolto delle olive è stato molto buono e la quantità sul mercato sarà nettamente maggiore rispetto all’anno scorso (annata nera) ma anche rispetto agli anni precedenti. Si prevedono circa 60 tonnellate. Dove può essere acquistata la Dop? Ecco gli esercizi autorizzati che presto dovrebbero aumentare: Migliori in piazza Arringo, Lorenz Cafè in piazza del Popolo, Bottega di Bruno in via del Trivio, Macelleria Giovanni Clerici in via Rigantè, Cooperativa Case Rosse a Poggio di Bretta e Eccellenze Ascolane in via dei Cappuccini. Tutti esercizi aderenti al Consorzio di tutela recentemente rifondato dopo vicende molto agitate e guidato con passione infinita da Primo Valenti (Lorenz Cafè). «Siamo in attesa – afferma Valenti – della ratifica del nuovo statuto che prevede l’ingresso nel Consorzio anche degli allevatori.  Noi crediamo che la valorizzazione della Dop sia un bene enorme, ancora tutto da scoprire, per l’economia di Ascoli. Noi stimiamo che si può arrivare a 120 milioni di fatturato annuo con 5.000 tonnellate facendo lavorare agricoltura, zootecnia, commercio e turismo.  Chi vuole fare altri prodotti li faccia pure. Oggi – continua Valenti – ci sono 3 tipi di olive farcite: quelle degli industriali a basso costo, quelle delle paste all’ovo e dei ristoranti che sono  mediamente buone ma fatte con olive di altra provenienza e quelle Dop di alta qualità garantita che vengono periodicamente ispezionate e con tracciabilità sia delle olive, sia delle carni, sia del parmigiano, eccetera.  Le sofisticazioni per questo prodotto, si sa, sono incredibili». La “guerra” tra chi vuole puntare tutto sulla Dop, appunto il Consorzio di piccoli produttori artigianali, e  chi, invece, la grande industria, vuole puntare anche sulla Igp (Indicazione geografica protetta) per mettere sul mercato un prodotto più commerciale e meno vincolato, ma ritenuto di maggiore redditività a seguito della quantità….infinita. In proposito il sindaco Guido Castelli, partecipando al convegno di Confindustria “Excellere” su Dop e Igp, ha ribadito: «Dobbiamo fare di tutto affinché la Dop venga sostenuta e valorizzata per il maggior numero di produzioni che aderiscono al disciplinare del Ministero. La Dop va protetta facendo in modo che non venga scalfita da polemiche e guerre. Affiancare la Igp alla Dop? Dal Ministero mi hanno fatto notare, in modo estremamente critico, la difficoltà di questa interazione perché potrebbe essere considerata come una diminuzione dell’intensità della valorizzazione della Dop. Credo che ci sia bisogno di smettere di litigare sulla questione. Non possiamo presentarci divisi alla meta. Lavoriamo perché alla Dop venga restituita una piena agibilità amministrativa attraverso il Consorzio modulando le rappresentanze della governance. L’oliva tenera è un tesoro che ancora deve mostrare gli esiti impliciti del suo immenso potenziale escludendo forzatamente accenti conflittuali».


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